A grande richiesta (non è vero), una piccola introduzione alla macrobiotica. Vedrò di stare più sul pratico che sul filosofico, dato che per la “teoria” ci sono ottimi libri (vedere sotto…) e io non sarei in grado di essere esauriente ed esaustiva.
Premetto che vi riporto le cose così come le ho lette ed elaborate io, quindi se avete dubbi, se dico cretinate, se qualcosa non è esatto, scrivetemi pure. Questo è il mio punto di vista e quello che secondo me è importante.
ATTENZIONE: non sono un medico, questo è solo il mio approccio alla macrobiotica. Se avete qualche problema di salute, consultate un medico o chi di competenza!!!
Che cosa NON è.
Innanzitutto la macrobiotica NON è una dieta, ma è uno stile di vita. Qui parliamo di alimentazione, che è la parte che conosco meglio.
NON è essere vegetariani.
NON è essere vegani.
NON è “mangiare solo semini”.
La base.
Alla base dell’alimentazione macrobiotica, c’è l’equilibrio delle energie. Ciò che introduciamo nel nostro corpo per forza di cose ha degli effetti sulle nostre cellule. In particolare, alcuni alimenti presi in quantità non adeguate possono generare tossine, che a loro volta, se non vengono eliminate, generano disturbi e patologie.
Si può dire che sia una specie di medicina preventiva e curativa, a seconda dei casi.
Yin e Yang.
Le energie dell’universo sono Yin e Yang. Non c’è uno senza l’altro, Yin attrae Yang e respinge Yin, Yang attrae Yin e respinge Yang. Se sono in equilibrio, tutto funziona. Idem nel nostro corpo.
Addirittura una persona è più Yin o più Yang a seconda di varie caratteristiche. Io sono più Yin. Ma questo magari lo vediamo in un capitolo a parte.
Per essere pratici e non perderci in mille elucubrazioni, diciamo che Yin è espansione e Yang contrazione, Yin è freddo e Yang è caldo.
Tutto si divide e cataloga secondo Yin e Yang, ma non sono categorie fisse, quindi non prendetele come categorie drastiche, perché all’interno di Yin c’è sempre un po’ di Yang e viceversa. Ad esempio, la frutta è considerata Yin, perché cresce sugli alberi ed è quindi collegata all’espansione: però all’interno della frutta ci sono frutti più Yin e frutti più Yang. I frutti piccoli e densi sono Yang (contrazione), mentre i frutti più grandi e acquosi sono Yin.
E così via.
(mi state odiando?).
Anche le patologie e i disturbi sono ricondotti ad origini Yin o Yang, perché ogni organo è considerato o Yin o Yang a seconda della sua composizione, funzione, densità e rapporto che ha con gli altri organi.
Per farla breve, se si soffre di un disturbo Yin è bene avere un’alimentazione più Yang e viceversa. Quando all’interno del nostro corpo saranno di nuovo in equilibrio, dovremmo essere a posto.
Attenzione: la cosa è mooolto più complessa di così, ma magari state già dormendo, quindi la faccio breve.
Cosa è bene evitare.
Il principio è quello di evitare gli eccessi (eccessi Yin ed eccessi Yang), perché poi diventa difficile riportare l’organismo ad una situazione di equilibrio.
I cibi d bandire per eccellenza sono:
Yin:
zucchero
droghe/medicinali
alcool
aceto
Yang:
carne rossa
uova
latticini e formaggi freschi (i formaggi stagionati sono Yin)
gli alimenti elencati sopra sono da evitare sempre. Senza riserve. Introducono tossine nel corpo e si deve faticare parecchio per ritornare alla situazione di stabilità.
Personalmente, la cosa più difficile è evitare lo zucchero. È ovunque. Appena si va fuori a cena o a pranzo c’è zucchero. Nella pasta non integrale, nel pane, nel caffè che si prende in pausa caffè (a proposito, il caffè rientra tra le “droghe”. Niente caffè). In queste vacanze a colazione è stato impossibile evitare zucchero e burro. L’alternativa erano uova e wurstel e pancetta. Per questioni etiche ho scelto lo zucchero.
Okay, ma allora cosa mangio?
Una gran quantità di cibi di cui io ignoravo l’esistenza.
La base dell’alimentazione sono i cereali integrali (NON i Kellogs Coco Pops, per capirci): riso integrale, farro, orzo, avena, miglio, amaranto, quinoa, mais (solo in estate, è molto Yin e tende a rinfrescare), grano saraceno (che non è un cereale ma lo si fa rientrare tra i cereali), bulghur (poco in quanto non è propriamente integrale ma ha subito delle raffinazioni), couscous (idem) e forse qualche altro che dimentico.
Indispensabili sono i legumi: ceci, lenticchie, azuki (questi tre si possono usare sempre), fagioli, fagiolini, fave, soia,
Verdure: cipolla, cavolo, daikon, carote, patate dolci, rape, ravanelli, barbabietole, zucche tutto ciò che cresce o sotto terra o a livello del terreno. Verdure a foglia verde (spinaci, fogliei di daikon, di ravanelli, insalata...). Peperoni, zucchini, melanzane e le solanacee in generale sarebbero da consumare con parsimonia. Tanta parsimonia. I pomodori non sono il massimo, ma se piacciono è bene mangiarne pochi perché ostacolano l’assorbimento del calcio da parte delle ossa.
Pesce a carne bianca (merluzzo, orata, …). Non ho mai capito perché quello a carne rossa no, ma mi fido.
Alghe: queste sono difficili, per me. Sono ottime, rimineralizzano e hanno un sacco di vitamine. Ma non sono ancora capace a cucinarle in modo intelligente. Ne aggiungo pezzi qua e là dove mi sembra che possano funzionare. La mia preferita è la Nori fritta in pastella (quella che si usa per i rotolini di riso…). Ne mangerei bacinelle intere.
Semi oleosi: sesamo, mandorle, noci e affini. Con parsimonia e meglio tostati.
Soia e derivati: tofu, miso, tempeh e via dicendo sono da consumare non tutti i giorni.
Ma il gusto com’è?
È buono. Se si è abituati a sapori forti (peperoncino e simili) è meglio approcciare gradualmente, perché essendo sapori più neutri potrebbero non piacere.
Quali benefici ci sono?
Qui posso parlare per me. Dopo un anno di macrobiotica sono totalmente diversa.
Mi sono asciugata (non avevo bisogno di perdere chili, ma li ho persi lo stesso), non mi sento più annebbiata, sono più concentrata, sono più attiva.
Ho eliminato: colite, gastrite, emicranie, ansia (chi ne soffre mi capirà: ho solo più l’ansia per le cose “tangibili”, tipo problemi al lavoro o a casa, insomma cose concrete. L’ansia “esistenziale” che avevo per ogni cretinata non ce l’ho più. Un sollievo senza pari), raffreddore, influenza, malesseri di ogni genere, cali di zuccheri, allergia alle graminacee (non eliminata completamente ma notevolmente ridotta, della serie che quest’anno invece di prendere antistamminici ho preso il Ribes nero per forse dieci giorni) e cali di pressione.
Non siamo tutti uguali, ma la maggior parte dei disturbi dovrebbe risolversi con un'alimentazione adeguata.
Come posso fare per iniziare?
Direi di partire da una lettura. Informarsi bene prima di tutto. Cercare di capire se quello che ci spinge a farlo è abbastanza solido da sorreggerci fino al momento in cui davvero si sentono benefici. Non improvvisare, seguire sempre le indicazioni per dei pasti che abbiano dentro tutto quello che ci serve. Non trascurare nessun alimento per evitare di avere carenze. Io sono partita da questo e mi è bastato.
Diciamo che non ho mai amato la carne e sono intollerante ai latticini, quindi per me non è stato un grande sforzo. Come sempre ho fatto le cose drastiche, da un giorno all’altro via tutto. Però esistono i periodi di transizione, e nei libri spiegano come sostituire gli alimenti, cosa eliminare e cosa modificare gradualmente.
C’è da dire che è un’alimentazione molto particolare, quindi, soprattutto se si salta il periodo di transizione, preparatevi ad una serie di piccoli disturbi, tipo: nausea, diarrea, febbre, mal di testa, sudorazione abbondante e più “puzzolente” del solito, acne, forfora e altre amenità.
Non ostacolate niente, nel giro di qualche settimana tutto passa e si rinasce più in forma che mai. È solo il segno che il corpo elimina le tossine che ha accumulato nel tempo. Non introducendone più di nuove, l’organismo può finalmente dedicarsi ad espellere quelle ormai sedimentate, quindi lasciate fare (ovvio, se avete la febbre a 40 forse è qualcos’altro, insomma il buon senso prima di tutto) e vogliatevi bene e tenete duro, è un momento passeggero e servirà per farvi sentire ancora di più il beneficio di quanto state facendo.
Io non ho avuto niente di tutto questo, ho iniziato a stare meglio nel giro di una decina di giorni, quindi non è detto che ci sia per forza un momento di malessere.
È facile cucinare? È pratico?
Ebbene, no.
Non è veloce, richiede impegno. Si mangia quasi tutto cotto per dare al cibo più energia da accumulare (anche in estate si tende a mangiare roba cotta per poi incamerare energia e calore per l’inverno).
Soprattutto se si torna a casa tardi la sera è scomodo. Non si tira fuori dal frigo prosciutto e melone e via.
Bisogna cucinare, il cereale che ci mette meno è il grano saraceno che necessita di 18 minuti di cottura. Il riso integrale ci mette 50 minuti. Però si può anche pensare con anticipo, e mentre alla sera si guarda la tv si può cuocere il riso per il giorno dopo. Ci si organizza.
I legumi secchi vanno quasi sempre messi a bagno, mille e mille volte mi sono dimenticata al mattino prima di uscire di casa di mettere a bagno i ceci, quindi alla sera giù di lenticchie (quelle piccine non necessitano ammollo, ringraziando il cielo).
Se si cuoce al vapore i tempi si allungano, e così via.
È un po’ laborioso, ma ce la si fa. Ce la faccio io che sono la donna più pigra del mondo.
Ci sono libri di ricette che aiutano ad abbinare Yin e Yang in modo bilanciato, cosa che io ancora non sono ben capace a fare perché ci vuole tempo ed esperienza, ma per iniziare va anche bene mangiare sano anche se non perfettamente corretto dal punto di vista energetico.
E con la vita sociale? Come si fa?
Questo per me è un tasto dolente. O almeno lo è stato. Ora non più. Quando si esce a cena ci si deve un po’ adattare. Se andate in pizzeria la cosa più macrobiotica che troverete sarà una pizza senza mozzarella… o un piatto di penne al pomodoro. Se andate a cena a casa di qualcuno credo sia bene adattarsi a quello che hanno preparato per non metterli in difficoltà. Almeno per me è così. Non è bene essere intransigenti, non è equilibrato, non è "macrobiotico". Il buon senso e l'equilibrio devono prevalere. Per chi non mangia macrobiotico è difficile cercare di capire cosa mangia uno se non mangia carne e latticini. Anche mio papà fa fatica. E non credo sia giusto mettere in difficoltà le persone, visto che le eccezioni non uccidono. Facciamo solo attenzione che le eccezioni rimangano tali. Un'eccezione una volta al giorno NON è un'eccezione!
Certo, se vi invitano ad una grigliata potete chiedere se potete portarvi delle verdure da grigliare, se siete in confidenza potete portarvi il vostro pranzo (io faccio così, le prime volte ero in imbarazzo, adesso no), se vi invitano per una raclette potete magari dire che li raggiungete subito dopo cena. Se si è motivati il modo si trova. Certo, se nessuno in famiglia vi segue è più difficile. Il mio fidanzato non è molto macrobiotico, ma io lo sono comunque. Scendo a compromessi e lo fa anche lui, e non è un problema.
Diciamolo pure, non è stato facile per me. Prima di tutto perché mi scoccia essere al centro dell’attenzione. Se tutti hanno una costina in bocca e io un felafel, è ovvio che le prime volte ci si sente osservati, si passa per gli adolescenti idealisti, si devono dare risposte a domande assurde, tipo “ma la braciola non la mangi? Se l’avessi saputo ti avrei fatto lo spezzatino! Lo mangi lo spezzatino vero?”.
Poi ci si abitua. Ricordiamoci sempre che l'uomo è un animale adattabile. Ci si abitua a tutto: al gusto, alla metodologia di preparazione, ai metodi di cottura, a fare la spesa "diversa", alle occhiatacce, a chi è incuriosito e a chi pensa che siamo pazzi furiosi e ci perdiamo i piaceri della vita.
Ah, e aspettatevi che tutti siano improvvisamente degli esperti nutrizionisti. La risposta standard nel mio caso è “mangiassi un po’ di carne!”.
“ho un po’ freddo”
“mangiassi un po’ di carne!”
“sono stanchissima”
“mangiassi un po’ di carne!”
“ho avuto fastidi allo stomaco”
“mangiassi un po’ di carne!”
Respirate a fondo e contate fino a dieci :)
Ma è vero che fare la spesa macrobiotica costa un casino??
No.
O meglio: alcuni alimenti costano, tipo le alghe o alcune cose come il miso, il shoyu, il seitan, il tofu...
Però si deve considerare l'insieme.
Praticamente vuol dire che al supermercato non si compra più niente. Nè carne, nè formaggi, nè brioches o porcate varie. Il prezzo dei cereali varia. Si va dal riso integrale che costa 2,50 € al chilo, più o meno, al farro, orzo, avena e simili che costano 1,80 € per 500 gr. La quinoa ad esempio qui da me è carissima, costa 4 € per 500 gr, infatti non l'ho mai comprata.
A conti fatti, se proprio non si risparmia si è in pari con quanto si spende per un'alimentazione "classica". E poi, a parer mio, è una questione di priorità.
Se si abita in piccoli centri la reperibilità di alcuni prodotti potrebbe essere un problema, ma in genere si conservano a lungo quindi basta farne scorta in caso di gite in città più grandi. E poi, quando c'è la motivazione, il modo si trova.
Andrei avanti ore e ore, ma per rispetto delle poche ancora sveglie la smetto, sperando di essere stata chiara e logica.
Mi scuso se vi ho annoiate, e se avete qualche domanda sono a completa disposizione.
Vi lascio alcuni link a libri interessanti, ho linkato google libri perchè in alcuni c'è l'anteprima, così potete farvi un'idea!
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