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venerdì 14 settembre 2012

La dieta num. 7 di George Ohsawa - Storie di vita vissuta.


Dato che, come è risaputo, mi voglio bene, sono tornata dalle ferie piena di una serie di tossine (a detta mia) viste le porcate che ho mangiato ho deciso che era il caso di purificare mente e corpo (soprattutto mente) per affrontare quello che sarà un momento difficile e delicato della mia vita (come se quest’anno i momenti difficili e delicati mi fossero mancati).

Quindi, leggendo come di consueto i miei blog preferiti, incappo in questo post di questo blog, che io seguo e amo perché è per me fonte di ispirazione.
Passo tre giorni a documentarmi, leggo, imparo, valuto, e decido che fa proprio per me.
Il regime alimentare num. 7 di George Ohsawa, il padre della macrobiotica.

 
Uno dei lussuosi piattini che mi sono concessa.

giovedì 28 giugno 2012

* Macrobiotica * - Cose da avere in cucina.

A grande richiesta (si fa per dire...), ecco qui un vademecum di cosa comprare per poter iniziare a cucinare e a mangiare secondo i principi macrobiotici.

Ho pensato a lungo a come rendere interessante questo post, perchè l'istinto era quello di scrivere e basta, ma tante cose rimangono più impresse vedendo le foto, ma fotografare le cose che ho a casa non è il massimo, visto che sono confezioni già aperte, accartocciate e da battaglia, quindi ho pensato di prendere in prestito le foto di Emporio Ecologico, che è un negozio online molto fornito.

Prima di tutto vediamo che cosa buttare (scherzo, non si butta via niente, si porta la confezione alla fine e non si compra mai mai mai più!):

- Zucchero (bianco, di canna, miele, sciroppo d'acero... tutto, via tutto)
- Pasta, farine e riso bianchi
- Carni rosse
- Caffè
- Sale marino iodato, o raffinato (insomma, il classico sale da supermercato)


lunedì 11 giugno 2012

martedì 22 maggio 2012

* Ricette * - Pancakes

La colazione per me è sempre un momento difficile. Ho fame ma non ho voglia di mangiare. Amo i buffet degli hotel, ma ovviamene a casa è un po' improbabile da riprodurre.
Anche se non ho voglia di mangiare, so bene che devo farlo: se non faccio colazione non arrivo nemmeno ad aprire il cancello.
Quindi ho bisogno di mangiare, e ho bisogno di cose che mi soddisfino e che mi sazino a lungo.
Quando dico "a lungo" intendo almeno fino alle 9.30 (al mattino sono sempre famelica, non ci posso fare niente).


Ebbene, ecco quindi una soluzione abbastanza furba per le mie colazioni: i PANCAKES!
Non vi preoccupate, potete tranquillamente prepararli per tutta la settimana e poi surgelarli avvolti uno ad uno nella pellicola. Al mattino non dovrete far altro che estrarli dal freezer e buttarli nel microonde.

giovedì 19 aprile 2012

* Macrobiotica * - Libri

Dato che spesso mi vengono chiesti consigli sulle letture che ho fatto per entrare nel loop della macrobiotica, ho deciso di elencare in un unico post tutti i libri che ho letto sull'argomento: ho radunato macrobiotica, medicina cinese, alimentazione e cucina, visto che per me sono tutti pezzi di uno stesso percorso.
Ecco il mio scaffale dedicato a ricette/cose naturali.


giovedì 12 aprile 2012

* Cibi pronti * - Break & Bio Schiacciatine di Farro al Rosmarino

Sono macrobiotica, ma sono anche pigra. E lavoro. Quindi non sempre ho tempo/voglia di prepararmi tutto, spuntini inclusi. Ma visto che io sono una che mangia parecchio, non posso pensare di affrontare gli spazi colazione-pranzo e pranzo-cena senza un minimo di spuntino. E allora vai di noci, semi, muffins, e via dicendo.
Solo che a volte ho bisogno della comodità di avere qualcosa di pronto. Anche fare la spesa e leggere tutti gli ingredienti non è una passeggiata, quindi ho pensato di agevolarvi il lavoro inserendo una rubrica che riguarda le cose confezionate, in modo che possiamo capire insieme se sono mangiabili o no.
Un po' come quando si analizza l'INCI delle creme. Ecco, noi vediamo l'INCI dei cibi pronti, così capiamo bene cosa possiamo concederci sempre, cosa raramente e cosa mai.
Oggi andiamo sul salato (j'adore il salato, molto più del dolce).


mercoledì 11 aprile 2012

* Ricette * - Cavolo in insalata

Rieccoci con le nostre ricette. In questo periodo io sto finendo i cavoli che alcuni vicini mi hanno regalato, ed essendo io una che non ama il cavolo, devo fare in modo che il gusto non si senta, o si senta pochissimo.
Ecco quindi una ricetta semplicissima ma di un certo effetto: cavolo crudo con crema di yogurt e salsa di soia.
La ricetta vera e propria è solo della salsa, per il cavolo la spiegazione è più in basso:




martedì 3 aprile 2012

* Cucina * - Come si tagliano le cipolle.

Lo so, vi chiederete quale possa essere l'utilità di un post del genere.
Tutte noi abbiamo tagliato cipolle e mai ci siamo poste il problema, e non è che devo arrivare io a spiegare.
Vediamo però dal punto di vista macrobiotico cosa succede.


lunedì 2 aprile 2012

* Cucina * - Introduzione alle mie ricette.

Passiamo all'argomento che più mi appassiona ultimamente. La cucina. Sto seguendo vari corsi, e sto sperimentando a casa vari piatti, quindi ho pensato che magari qualcuno di questi potrebbe interessare anche a voi. E per la serie "nessuno te l'ha chiesto", con gioia vi spiego come intendo organizzare questo spazio.

Inizio dicendo che qulasiasi sia la vostra alimentazione, se siete voi a cucinare e vi piace provare piatti nuovi, vi serve un quaderno. Chi ha già provato sa bene quanto sia difficile riprodurre un piatto ben riuscito, quindi il consiglio è di appuntare tutte le dosi e i passaggi con cura.
E qui veniamo al dunque.
Vi consiglio caldamente (ma proprio caldamente), se ancora non siete attrezzate e intendete farlo, la Moleskine Passion Recipe, che vi vado ad illustrare:


mercoledì 15 febbraio 2012

Dialoghi tra me e l'altra me.

Scusate eh, ma c’ho bisogno di un momento di riflessione. Sono confusa circa me stessa, e devo fare chiarezza e mettere giù due righe. Quindi se avete altro da fare fate pure, vi capisco. Si parla di alimentazione, veganismo, vegetarianismo, macrobioticismo e buonsensismo. Se avete voglia di sorbirvi le mie paturnie ed eventualmente allungarmi un ansiolitico, click qui sotto, se non avete voglia amici come prima e ci si rivede al prossimo swatch :)

martedì 23 agosto 2011

Macrobiotica per principianti.

A grande richiesta (non è vero), una piccola introduzione alla macrobiotica. Vedrò di stare più sul pratico che sul filosofico, dato che per la “teoria” ci sono ottimi libri (vedere sotto…) e io non sarei in grado di essere esauriente ed esaustiva.
Premetto che vi riporto le cose così come le ho lette ed elaborate io, quindi se avete dubbi, se dico cretinate, se qualcosa non è esatto, scrivetemi pure. Questo è il mio punto di vista e quello che secondo me è importante.

ATTENZIONE: non sono un medico, questo è solo il mio approccio alla macrobiotica. Se avete qualche problema di salute, consultate un medico o chi di competenza!!!

Che cosa NON è.
Innanzitutto la macrobiotica NON è una dieta, ma è uno stile di vita. Qui parliamo di alimentazione, che è la parte che conosco meglio.
NON è essere vegetariani.
NON è essere vegani.
NON è “mangiare solo semini”.

La base.
Alla base dell’alimentazione macrobiotica, c’è l’equilibrio delle energie. Ciò che introduciamo nel nostro corpo per forza di cose ha degli effetti sulle nostre cellule. In particolare, alcuni alimenti presi in quantità non adeguate possono generare tossine, che a loro volta, se non vengono eliminate, generano disturbi e patologie.
Si può dire che sia una specie di medicina preventiva e curativa, a seconda dei casi.

Yin e Yang.
Le energie dell’universo sono Yin e Yang. Non c’è uno senza l’altro, Yin attrae Yang e respinge Yin, Yang attrae Yin e respinge Yang. Se sono in equilibrio, tutto funziona. Idem nel nostro corpo.
Addirittura una persona è più Yin o più Yang a seconda di varie caratteristiche. Io sono più Yin. Ma questo magari lo vediamo in un capitolo a parte.

Per essere pratici e non perderci in mille elucubrazioni, diciamo che Yin è espansione e Yang contrazione, Yin è freddo e Yang è caldo.
Tutto si divide e cataloga secondo Yin e Yang, ma non sono categorie fisse, quindi non prendetele come categorie drastiche, perché all’interno di Yin c’è sempre un po’ di Yang e viceversa. Ad esempio, la frutta è considerata Yin, perché cresce sugli alberi ed è quindi collegata all’espansione: però all’interno della frutta ci sono frutti più Yin e frutti più Yang. I frutti piccoli e densi sono Yang (contrazione), mentre i frutti più grandi e acquosi sono Yin.
E così via.
(mi state odiando?).

Anche le patologie e i disturbi sono ricondotti ad origini Yin o Yang, perché ogni organo è considerato o Yin o Yang a seconda della sua composizione, funzione, densità e rapporto che ha con gli altri organi.
Per farla breve, se si soffre di un disturbo Yin è bene avere un’alimentazione più Yang e viceversa. Quando all’interno del nostro corpo saranno di nuovo in equilibrio, dovremmo essere a posto.

Attenzione: la cosa è mooolto più complessa di così, ma magari state già dormendo, quindi la faccio breve.

Cosa è bene evitare.
Il principio è quello di evitare gli eccessi (eccessi Yin ed eccessi Yang), perché poi diventa difficile riportare l’organismo ad una situazione di equilibrio.
I cibi d bandire per eccellenza sono:
Yin:
zucchero
droghe/medicinali
alcool
aceto

Yang:
carne rossa
uova
latticini e formaggi freschi (i formaggi stagionati sono Yin)

gli alimenti elencati sopra sono da evitare sempre. Senza riserve. Introducono tossine nel corpo e si deve faticare parecchio per ritornare alla situazione di stabilità.

Personalmente, la cosa più difficile è evitare lo zucchero. È ovunque. Appena si va fuori a cena o a pranzo c’è zucchero. Nella pasta non integrale, nel pane, nel caffè che si prende in pausa caffè (a proposito, il caffè rientra tra le “droghe”. Niente caffè). In queste vacanze a colazione è stato impossibile evitare zucchero e burro. L’alternativa erano uova e wurstel e pancetta. Per questioni etiche ho scelto lo zucchero.

Okay, ma allora cosa mangio?

Una gran quantità di cibi di cui io ignoravo l’esistenza.

La base dell’alimentazione sono i cereali integrali (NON i Kellogs Coco Pops, per capirci): riso integrale, farro, orzo, avena, miglio, amaranto, quinoa, mais (solo in estate, è molto Yin e tende a rinfrescare), grano saraceno (che non è un cereale ma lo si fa rientrare tra i cereali), bulghur (poco in quanto non è propriamente integrale ma ha subito delle raffinazioni), couscous (idem) e forse qualche altro che dimentico.

Indispensabili sono i legumi: ceci, lenticchie, azuki (questi tre si possono usare sempre), fagioli, fagiolini, fave, soia,

Verdure: cipolla, cavolo, daikon, carote, patate dolci, rape, ravanelli, barbabietole, zucche tutto ciò che cresce o sotto terra o a livello del terreno. Verdure a foglia verde (spinaci, fogliei di daikon, di ravanelli, insalata...). Peperoni, zucchini, melanzane e le solanacee in generale sarebbero da consumare con parsimonia. Tanta parsimonia. I pomodori non sono il massimo, ma se piacciono è bene mangiarne pochi perché ostacolano l’assorbimento del calcio da parte delle ossa.

Pesce a carne bianca (merluzzo, orata, …). Non ho mai capito perché quello a carne rossa no, ma mi fido.

Alghe: queste sono difficili, per me. Sono ottime, rimineralizzano e hanno un sacco di vitamine. Ma non sono ancora capace a cucinarle in modo intelligente. Ne aggiungo pezzi qua e là dove mi sembra che possano funzionare. La mia preferita è la Nori fritta in pastella (quella che si usa per i rotolini di riso…). Ne mangerei  bacinelle intere.

Semi oleosi: sesamo, mandorle, noci e affini. Con parsimonia e meglio tostati.

Soia e derivati: tofu, miso, tempeh e via dicendo sono da consumare non tutti i giorni.

Ma il gusto com’è?

È buono. Se si è abituati a sapori forti (peperoncino e simili) è meglio approcciare gradualmente, perché essendo sapori più neutri potrebbero non piacere.

Quali benefici ci sono?

Qui posso parlare per me. Dopo un anno di macrobiotica sono totalmente diversa.
Mi sono asciugata (non avevo bisogno di perdere chili, ma li ho persi lo stesso), non mi sento più annebbiata, sono più concentrata, sono più attiva.
Ho eliminato: colite, gastrite, emicranie, ansia (chi ne soffre mi capirà: ho solo più l’ansia per le cose “tangibili”, tipo problemi al lavoro o a casa, insomma cose concrete. L’ansia “esistenziale” che avevo per ogni cretinata non ce l’ho più. Un sollievo senza pari), raffreddore, influenza, malesseri di ogni genere, cali di zuccheri, allergia alle graminacee (non eliminata completamente ma notevolmente ridotta, della serie che quest’anno invece di prendere antistamminici ho preso il Ribes nero per forse dieci giorni) e cali di pressione.
Non siamo tutti uguali, ma la maggior parte dei disturbi dovrebbe risolversi con un'alimentazione adeguata.

Come posso fare per iniziare?
Direi di partire da una lettura. Informarsi bene prima di tutto. Cercare di capire se quello che ci spinge a farlo è abbastanza solido da sorreggerci fino al momento in cui davvero si sentono benefici. Non improvvisare, seguire sempre le indicazioni per dei pasti che abbiano dentro tutto quello che ci serve. Non trascurare nessun alimento per evitare di avere carenze. Io sono partita da questo e mi è bastato.

Diciamo che non ho mai amato la carne e sono intollerante ai latticini, quindi per me non è stato un grande sforzo. Come sempre ho fatto le cose drastiche, da un giorno all’altro via tutto. Però esistono i periodi di transizione, e nei libri spiegano come sostituire gli alimenti, cosa eliminare e cosa modificare gradualmente.

C’è da dire che è un’alimentazione molto particolare, quindi, soprattutto se si salta il periodo di transizione, preparatevi ad una serie di piccoli disturbi, tipo: nausea, diarrea, febbre, mal di testa, sudorazione abbondante e più “puzzolente” del solito, acne, forfora e altre amenità.

Non ostacolate niente, nel giro di qualche settimana tutto passa e si rinasce più in forma che mai. È solo il segno che il corpo elimina le tossine che ha accumulato nel tempo. Non introducendone più di nuove, l’organismo può finalmente dedicarsi ad espellere quelle ormai sedimentate, quindi lasciate fare (ovvio, se avete la febbre a 40 forse è qualcos’altro, insomma il buon senso prima di tutto) e vogliatevi bene e tenete duro, è un momento passeggero e servirà per farvi sentire ancora di più il beneficio di quanto state facendo.

Io non ho avuto niente di tutto questo, ho iniziato a stare meglio nel giro di una decina di giorni, quindi non è detto che ci sia per forza un momento di malessere.

È facile cucinare? È pratico?

Ebbene, no.
Non è veloce, richiede impegno. Si mangia quasi tutto cotto per dare al cibo più energia da accumulare (anche in estate si tende a mangiare roba cotta per poi incamerare energia e calore per l’inverno).
Soprattutto se si torna a casa tardi la sera è scomodo. Non si tira fuori dal frigo prosciutto e melone e via.
Bisogna cucinare, il cereale che ci mette meno è il grano saraceno che necessita di 18 minuti di cottura. Il riso integrale ci mette 50 minuti. Però si può anche pensare con anticipo, e mentre alla sera si guarda la tv si può cuocere il riso per il giorno dopo. Ci si organizza.
I legumi secchi vanno quasi sempre messi a bagno, mille e mille volte mi sono dimenticata al mattino prima di uscire di casa di mettere a bagno i ceci, quindi alla sera giù di lenticchie (quelle piccine non necessitano ammollo, ringraziando il cielo).
Se si cuoce al vapore i tempi si allungano, e così via.

È un po’ laborioso, ma ce la si fa. Ce la faccio io che sono la donna più pigra del mondo.
Ci sono libri di ricette che aiutano ad abbinare Yin e Yang in modo bilanciato, cosa che io ancora non sono ben capace a fare perché ci vuole tempo ed esperienza, ma per iniziare va anche bene mangiare sano anche se non perfettamente corretto dal punto di vista energetico.

E con la vita sociale? Come si fa?

Questo per me è un tasto dolente. O almeno lo è stato. Ora non più. Quando si esce a cena ci si deve un po’ adattare. Se andate in pizzeria la cosa più macrobiotica che troverete sarà una pizza senza mozzarella… o un piatto di penne al pomodoro. Se andate a cena a casa di qualcuno credo sia bene adattarsi a quello che hanno preparato per non metterli in difficoltà. Almeno per me è così. Non è bene essere intransigenti, non è equilibrato, non è "macrobiotico". Il buon senso e l'equilibrio devono prevalere. Per chi non mangia macrobiotico è difficile cercare di capire cosa mangia uno se non mangia carne e latticini. Anche mio papà fa fatica. E non credo sia giusto mettere in difficoltà le persone, visto che le eccezioni non uccidono. Facciamo solo attenzione che le eccezioni rimangano tali. Un'eccezione una volta al giorno NON è un'eccezione!

Certo, se vi invitano ad una grigliata potete chiedere se potete portarvi delle verdure da grigliare, se siete in confidenza potete portarvi il vostro pranzo (io faccio così, le prime volte ero in imbarazzo, adesso no), se vi invitano per una raclette potete magari dire che li raggiungete subito dopo cena. Se si è motivati il modo si trova. Certo, se nessuno in famiglia vi segue è più difficile. Il mio fidanzato non è molto macrobiotico, ma io lo sono comunque. Scendo a compromessi e lo fa anche lui, e non è un problema.

Diciamolo pure, non è stato facile per me. Prima di tutto perché mi scoccia essere al centro dell’attenzione. Se tutti hanno una costina in bocca e io un felafel, è ovvio che le prime volte ci si sente osservati, si passa per gli adolescenti idealisti, si devono dare risposte a domande assurde, tipo “ma la braciola non la mangi? Se l’avessi saputo ti avrei fatto lo spezzatino! Lo mangi lo spezzatino vero?”.

Poi ci si abitua. Ricordiamoci sempre che l'uomo è un animale adattabile. Ci si abitua a tutto: al gusto, alla metodologia di preparazione, ai metodi di cottura, a fare la spesa "diversa", alle occhiatacce, a chi è incuriosito e a chi pensa che siamo pazzi furiosi e ci perdiamo i piaceri della vita.
Ah, e aspettatevi che tutti siano improvvisamente degli esperti nutrizionisti. La risposta standard nel mio caso è “mangiassi un po’ di carne!”.

“ho un po’ freddo”
“mangiassi un po’ di carne!”

“sono stanchissima”
“mangiassi un po’ di carne!”

“ho avuto fastidi allo stomaco”
“mangiassi un po’ di carne!”

Respirate a fondo e contate fino a dieci :)

Ma è vero che fare la spesa macrobiotica costa un casino??
No.
O meglio: alcuni alimenti costano, tipo le alghe o alcune cose come il miso, il shoyu, il seitan, il tofu...
Però si deve considerare l'insieme. Praticamente vuol dire che al supermercato non si compra più niente. Nè carne, nè formaggi, nè brioches o porcate varie. Il prezzo dei cereali varia. Si va dal riso integrale che costa 2,50 € al chilo, più o meno, al farro, orzo, avena e simili che costano 1,80 € per 500 gr. La quinoa ad esempio qui da me è carissima, costa 4 € per 500 gr, infatti non l'ho mai comprata.
A conti fatti, se proprio non si risparmia si è in pari con quanto si spende per un'alimentazione "classica". E poi, a parer mio, è una questione di priorità.
Se si abita in piccoli centri la reperibilità di alcuni prodotti potrebbe essere un problema, ma in genere si conservano a lungo quindi basta farne scorta in caso di gite in città più grandi. E poi, quando c'è la motivazione, il modo si trova.

Andrei avanti ore e ore, ma per rispetto delle poche ancora sveglie la smetto, sperando di essere stata chiara e logica.
Mi scuso se vi ho annoiate, e se avete qualche domanda sono a completa disposizione.
Vi lascio alcuni link a libri interessanti, ho linkato google libri perchè in alcuni c'è l'anteprima, così potete farvi un'idea!

Letture consigliate:



giovedì 14 luglio 2011

Guardatevi le unghie.

Sottotitolo: Le unghie e la medicina orientale.


Parliamo di cose serie. Come già saprete, per la gioia di amici e familiari, sono macrobiotica (mi chiedo sempre se si dice. “sono vegetariana” si dice. quindi forse “sono macrobiotica” è corretto. Vabbè). E negli ultimi tempi ho letto solo libri relativi alla diagnosi nella medicina orientale.

Consiglio caldamente, a vegan e non, la lettura di questo libro, che è illuminante su tanti aspetti.

La diagnosi e l’autodiagnosi sono importantissime. Spesso è così semplice verificare se c’è un organo del nostro corpo che è in sofferenza, che sarebbe un peccato passare oltre.

Poi, che io adesso come adesso esamini tutte le mani, gli occhi, le orecchie delle persone che conosco per far pratica e cercare di capire lo stato generale di salute, è un altro discorso.

Comunque, vediamo qualche piccola curiosità riguardante le nostre amate unghie.

Le lunette bianche.

Come già avevo raccontato, le lunette bianche riflettono la nostra alimentazione. Più è sana, più è equilibrata, più si riducono le quantità di cibo in eccesso, meno si vedono le lunette. Gli anziani tendono a mangiare meno, le loro lunette sono più piccole. In linea di massima, la lunetta non dovrebbe mai essere grande più di un quarto dell’unghia. Conosco una persona che sul pollice ha la lunetta che gli occupa mezza unghia. Non ho abbastanza confidenza però per dirgli che mangia troppo e troppo male.

Pare che le ultime lunette ad andare via siano quelle dei pollici. Infatti io ce le ho solo più sui pollici, sulle altre dita sono scomparse quasi del tutto. Adoro questa cosa, si vede eh?

Le righe orizzontali.

Un cambio drastico di alimentazione fa comparire una riga orizzontale alla base dell’unghia. L’unghia si porta poi dietro questa riga per tutta la sua crescita, finchè non la limerete via. Anche qui, se vi capita di esaminare le unghie di qualcuno e vedete una riga orizzontale potete anche più o meno risalire a quando la persona ha cambiato alimentazione (tre mesi, sei mesi, nove mesi). Il ricambio completo delle unghie avviene in otto o nove mesi circa, varia da soggetto a soggetto.

La parte alla radice dell’unghia (in zona cuticole, per intenderci).

Se avete la parte alla base dell’unghia molto prominente, spessa e sporgente, che si spela ed è arrossata, sappiate che state consumando troppe proteine (carne, uova, …).

Il test per l’anemia.

Uno dei modi per capire se si è anemici, consiste nel tendere la mano e le dita. Le unghie diventano bianche. Tutto ok. Se quando allentate la tensione e tornate alla normalità le unghie non ritornano subito rosa, ma tendono a rimanere bianche ancora per un po’, ci sono buone probabilità che siate anemiche.
È un test veloce e innocuo. Non costa nulla. Se avete il sospetto fatelo. E poi decidete se andare dal medico, un controllo in più non fa mai male…

Bene, qui finisce la noiosissima lezione. Vi è piaciuta? Vi interessa? (non vi conviene dire di sì altrimenti parto in quarta e non smetto più).

Avete qualcosa da aggiungere, correggere, commentare?

martedì 15 febbraio 2011

Vegan Muffins di San Valentino - Cacao e Zucca


Lo so, San Valentino è passato, ma nulla vieta di provare questi muffins anche oggi, o domani, o tra un mese.
Sono muffins senza derivati animali, quindi sono vegan, ma non sono macrobiotici, poiché dentro c’è lo zucchero di canna (che NON è macrobiotico). Avrei potuto sostituirlo con malto di riso o di orzo, ma dato che era il primo tentativo li ho fatti ‘precisi’.

Ingredienti per 10 muffins:
300 gr di zucca cotta e frullata
150 gr farina integrale
40 gr farina di mais macinata fine
50 gr amido di mais
120 gr zucchero di canna
3 cucchiai olio di semi
1 cucchiaino lievito per dolci
150 gr latte vegetale (io ho usato quello di avena)
1 cucchiaino di cannella
5 cucchiai di cacao amaro

Il procedimento consiste nel mescolare bene bene tutto insieme (io butto tutto nel Bimby per qualche minuto), riempire gli stampini e infornare per 25 minuti a 180°. Controllate sempre con lo stuzzicadenti prima di sfornare.

I consigli per una buona riuscita:
• Se volete fare più in fretta, cuocete la zucca tagliata a pezzi nel microonde. Otto minuti e passa la paura.
• Se volete avere dei muffins belli gonfi, il trucco sta nel non usare tutti i 12 spazietti (io ne ho 12, ma ci sono stampi anche da 6), ma di fare 10 muffin e riempire i due restanti con acqua, così l’umidità li fa gonfiare. Se vi avanza dell’impasto potete poi fare una seconda infornata!

venerdì 26 novembre 2010

Tè bancha e papaya - Ricetta (quasi) macrobiotica

È venerdì pomeriggio, sono stanca e la giornata sarà ancora tanto tanto lunga. Mi sono preparata un tè e ho inventato una ricetta.
Macrobiotica, ovviamente.
La bevanda macrobiotica per eccellenza è il tè bancha, un tè quasi privo di teina, da sorseggiare durante la giornata al posto dell'acqua (a me non piace tanto bere acqua se non ho sete, mi da un senso di nausea). Ha un gusto molto leggero, non aspettatevi un gusto tipo un qualsiasi tè nero. È molto più delicato. Purtroppo però, anche se da solo è buono e fa tanto tanto bene (contiene antiossidanti, rimineralizza l’organismo e alcalinizza il sangue), ci sono dei momenti – come ad esempio questo lungo venerdì pomeriggio lavorativo – in cui ho voglia di qualcosa di un pochino più confortante e goloso.
In ufficio però non ho a disposizione granché (e mi rifiuto di attingere a qualsiasi schifezza delle macchinette), quindi la massaia che è in me, e che spinge sempre più prepotentemente per uscire, ha sfruttato ciò che mi sono portata dietro come spuntino e ha prodotto questa ricetta:

Tè bancha con papaya disidratata.

Ingredienti:
tè bancha
un pezzetto di papaya disidratata (io l’ho presa in un negozio di frutta e verdura, ormai sotto natale si trova un po’ ovunque)
acqua

Preparazione:
la preparazione ideale secondo me è da fare a casa con un pentolino. Vabbè, vi do entrambe le versioni.
Prima versione: siete in ufficio e avete a disposizione solo un bollitore: far bollire l’acqua nel bollitore, mettere il pezzo di papaya nella tazza, versare sopra l’acqua bollente, attendere cinque minuti, aggiungere il tè bancha.
Seconda versione: secondo me migliore, ma devo ancora testarla. Mettere l’acqua in un pentolino, quando bolle buttare dentro la papaya e far bollire qualche minuto. Spegnere, attendere qualche altro minuto e aggiungere il tè bancha.

Avrete un tè bancha leggermente aromatizzato. Okay, la papaya non ha NIENTE di macrobiotico, però può essere sostituita con qualsiasi frutta disidratata (infatti proverò presto con datteri e uvetta).
Importante: l’acqua in cui metterete il bancha non deve mai essere a 100 gradi. L’ideale è toglierla dal fuoco (o dal bollitore) quando iniziate a vedere le prime piccole bollicine.
Importantissimo: il tè bancha ha un tempo di infusione di 1-2 minuti. E non buttate via il filtro con le foglie, perché si può riutilizzare altre due volte (aumentando il tempo di infusione se si desidera un gusto più intenso).

martedì 23 novembre 2010

Soyabella, esperimenti culinari e soddisfazioni




Bene, mi sono fatta un regalo di Natale anticipato. Forse dirò un’eresia, ma mi da più soddisfazione comprare cose per la casa che vestiti. In particolare adoro tutto ciò che è un elettrodomestico. L’anno scorso ho finalmente comprato il Bimby, e ad un anno di distanza dico “mai più senza”. È costoso, è vero. Ma quanto ne vale la pena!! Non potrei più farne a meno, lo uso per fare qualsiasi cosa. Però da qualche tempo, data la mia ormai consolidata cucina macrobiotica, ho puntato un attrezzo a dir poco utilissimo per chi non beve latte animale ma vegetale: la Soyabella.
È una macchina per fare il latte di soia, di riso, di avena, di mandorla, di nocciola, e via dicendo. Insomma, i latti vegetali. E di conseguenza tofu e yogurt vegetale. Chi compra abitualmente latte di soia o riso sa bene quanto diavolo costino. Roba da 2,50 € al litro quando va bene. Quindi ho investito 126 euro (lo so, non sono pochi, ma sarà uno di quegli investimenti che verranno ammortizzati in fretta, credo) e mi sono regalata Soyabella. Ho fatto una breve indagine sul web, poi mi sono scocciata di leggere pareri sulle varie marche e mi sono indirizzata verso di lei.
Ora attendo trepidante il suo arrivo.

Detto ciò, passiamo agli esperimenti culinari della settimana. Con immenso orgoglio ho fatto la “panna vegetale” in casa, da aggiungere a sughi, torte salate e così via. A base di farina di riso, acqua e olio. È venuta buona anche se un po’ granulosa, anche perché in un attimo di autarchia ho pure fatto la farina di riso, invece di comprarla, e forse ho tritato troppo poco i chicchi.
Vabbè.
Poi ho rispolverato la mia vecchia yogurtiera. Quando ho scoperto la mia intolleranza ai latticini l’avevo appena comprata (da un paio di mesi), e ho subito pensato di doverla vendere su ebay, cosa che per pigrizia non ho mai fatto, e meno male. Infatti ho prodotto con una certa soddisfazione il mio primo yogurt di soia.
Il procedimento è semplice. Si versa una bustina di fermenti (si trovano in farmacia) o una confezione di yogurt di soia più naturale possibile in un litro di latte di soia a temperatura ambiente. Si mescola bene bene bene, si travasa nei vasetti della yogurtiera, si lascia lì tranquillo per 8-10 ore a seconda dei gusti (più rimane, più si addensa, e più diventa acido!), poi si trasferisce in frigo e poi si aggiusta con ingredienti a scelta: orzo solubile, frutta frullata, malto, cereali, frutta secca, cacao, cocco in scaglie ecc ecc.
Okay, questo è il procedimento. Ora vi do un consiglio. NON fatelo con il latte di soya della Lidl. Quello con la scatola verde e blu, per intenderci. È urendo. Vi verrà uno yogurt acido con retrogusto (nemmeno tanto retro) di fagiolo. Una roba abominevole. Non so se con altre marche viene meglio. Stasera provo con il latte di mandorle.
Confido nel fatto che con Soyabella potrò farmi il latte di soia e poi lo yogurt.

Come si può vedere sono in fase di autoproduzione. Ho sempre odiato cucina e simili, ma da quando ho il Bimby e da quando mangio macrobiotico (e quindi devo fare uno sforzo in più rispetto al solito pasta, mozzarella e prosciutto) mi è scattata la verve culinaria.

venerdì 19 novembre 2010

Ricette - Torta salata macrobiotica e vegan

Vado piuttosto fiera di questa mia ricetta inventata ieri sera e risultata buonissima. Quindi condivido sperando che piaccia anche a voi! È una ricetta vegan, che si adatta anche alla cucina macrobiotica. È gustosissima e non ha niente da invidiare alle sue sorelle con formaggio o pancetta.

Torta salata di zucchine e cipolle.

Ingredienti:
1 rotolo di pasta sfoglia (se volete una pasta sfoglia Vegan, quella della Coop è l’ideale!)
1 grossa cipolla di Tropea
2 Zucchine
3 cucchiaini di tahina (è una crema fatta con semi di sesamo, si trova nei negozi Bio o in supermercati forniti, io l’ho trovata all’Esselunga)
1 cucchiaino di dado vegetale (io lo faccio in casa, se usate quello industriale forse ne basta mezzo)
1 confezione panna di soia
Acqua q.b.
Noce moscata q.b.
Pepe q.b.
Semi di papavero q.b.

Preparazione:
tagliare cipolla e zucchine a rondelle e metterle a soffriggere in un pochino d’olio. Prima che la cipolla sia dorata aggiungere acqua e far stufare per una ventina di minuti, aggiungendo il dado e la tahina. A fine cottura aggiungere la panna e la noce moscata e far consumare e rapprendere. Spegnere e aggiungere pepe. Rovesciare il tutto sul rotolo di pasta sfoglia, possibilmente già in una teglia poiché l’impasto è abbastanza liquido, ripiegare i bordi e infornare. Non so dirvi tempo né temperatura perché io ho solo il microonde con il grill, e l’ho cotta lì dentro per 15 minuti. Comunque quando vedete che i bordi sono dorati dovrebbe esser pronta.
Spolverare con semi di papavero.
E buon appetito!



venerdì 17 settembre 2010

What I eat.

C’è un argomento che da qualche giorno mi frulla per la testa. L’alimentazione.

Sono indecisa se leggere o meno Se niente importa, di J. S. Foer (che mi è piaciuto moltissimo negli altri suoi due libri).



Parla dell’allevamento intensivo industriale negli USA (ma non credo che qui da noi sia poi tanto diverso) e dell’impatto etico e sociale che ha.
Non so altro su questo libro, ma vorrei fare qualche considerazione.


Io non mangio già carne, non mangio latticini o altri derivati animali. A volte mangio pesce a carne bianca (tipo sogliola, ecc), ma se posso evitare lo faccio volentieri (quindi vorrei evitare di impressionarmi inutilmente leggendo il libro, ma mi piacerebbe essere più informata).
La mia è una scelta fatta per motivi di salute, e per motivi etici. Credo che ci si possa nutrire, e anche bene, anche senza danneggiare noi stessi e gli altri.
La carne dei supermercati mi fa schifo. Mi fa schifo pensare a quanti ormoni e quante schifezze mi ingurgiterei se mangiassi la salsiccia del supermercato.

Seguo un’alimentazione macrobiotica, il più possibile. Questo vuol dire mangiare pasta e riso integrali, cereali (miglio, orzo, farro, …), verdure perlopiù cotte (zucca, cipolle, …), legumi (ceci, fagioli, lenticchie, …), frutta, semi, alghe e dolci macrobiotici.

Credo che qui in Italia sia più difficile seguire questa dieta (chiamiamola così, ma è più uno stile di vita che una dieta) rispetto ad altri paesi. Se si va a mangiare una pizza, o se si mangia in mensa al lavoro, diventa difficile trovare alternative valide. Quasi mai si trova pasta integrale, per non parlare di cereali che non siano riso raffinato.
Qui questo tipo di scelte sembrano ancora più capricci che scelte consapevoli. Se vai a cena da qualcuno e non mangi carne, dai più fastidio che altro. Sembri la ragazzina snob che fa l’idealista.
Non è così. Io mi sono informata, ho ponderato, ho scelto.

E sto bene. Anzi, sto meglio. Ho perso due chili, anche se non era mia intenzione, perché mi sono asciugata. Mi sento più vitale, meno stanca, più stimolata. È pazzesco notare i benefici a livello mentale, ho più chiarezza, più concentrazione, più voglia di fare. Mangio meno, perché quello che mangio al mio corpo basta. So di cosa ho bisogno, so che se sono infreddolita e mangio cibi yang curo il mio corpo e la mia psiche. Mi piace prendermi cura di me e della mia famiglia. Mi piace pensare che se aggiungo un pezzo di alga alla zuppa, mi prendo cura di me e degli ospiti perché do loro sali minerali e vitamine. Mi piace fare queste cose per le persone che amo. È un modo come un altro di dare affetto e cure, molto più discreto e silenzioso, ma altrettanto efficace.
E mi sento orgogliosa della mia scelta ogni volta che vado al supermercato, perché non sono più schiava della logica del consumismo (alimentare, ché sempre donna sono!), perché davvero compro solo quello che mi serve e niente di superfluo.
Una volta non l’avrei mai fatto, una volta pensavo che non ero io a fare la differenza. Ora invece sì. La Nestlè non fallirà certo perché io non compro il Nesquik, ma non mi importa. Sono orgogliosa di sentirmi cittadino e non suddito, di decidere IO cosa è meglio per me e di non farlo decidere alle leggi di mercato.
Non sono estremista, se mi capita una cena fuori non dico di no, non prendo certo una braciola, ma se per una volta mangio pasta normale e non integrale, non casca il mondo.

Tutto questo non per dire che tutti devono diventare macrobiotici, ma che se qualcuno fosse anche solo incuriosito, l’alternativa c’è. E informarsi e conoscere è sempre una bella cosa.
Comunque, lascio qui una serie di libri che possono togliere parecchie curiosità e informare in modo completo.
Letture:
- Macrobiotica: informazioni generali molto accurate, e tante ricette.
- Teany: un libretto leggero molto carino con ricette per cibi, bevande, cosmesi e playlists. Di Moby (e della sua ex compagna con cui ha aperto "Teany").
- Cucinare per il corpo e per lo spirito: una raccolta di ricette divise per tipologia di alimenti.
Blog:
- La Cuoca Petulante: ricette e informazioni utilissime,
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I’m thinking about this post since last week. It’s about nutrition.

I’m thinking about reading
Eating Animals, by J. S. Foer (I liked him so much in his two books).
It’s about industrial livestock holdings in USA, but I don’t think it’s so different form Europe, and about its ethical and social impact. I already don’t eat meat or other animal products (milk, cheese, eggs…), so I don’t necessary want to be scared about cruel (but true) descriptions of animal conditions and so on, but I’d like to be more conscious about this topic.


As I told, I don’t eat meat. I’m scared about the meat you find in supermarkets, because I don’t know what there’s inside (hormones, and so on). Moreover, there are ethic reasons.
I think it is possible to nourish ourselves without creating damages to ourselves and to others.

I’m into a macrobiotic diet, and that means I eat cereals, integral rice and pasta, vegetables, legumes, fruits, and macrobiotic sweets.
I think here in Italy is much more difficult to be macrobiotic compared to other countries. Products are quite hard to find, and if you go out for dinner it’s hard to find an alternative, it’s impossible to find integral pasta, or cereals different from white rice.
This kind of choices, seems to be a whim, or something trendy and fashion, more than a conscious choice.
It’s not like this. I informed myself, I thought about it, and I chose.

And I’m fine. Well, I’m even better. I lost two kilos, even if it wasn’t my purpose, but I don’t have water retention anymore. I feel more active, more healthy, more peaceful, more concentrated, less confused. I eat less, because what I eat is exactly what I need. I know what my body needs, I know that if I feel cold I have to eat more yang food, I take care of my body and of my mind, as well.
I love to take care of my family, too. I like thinking that if I put a piece of seaweed in the soup, my family will have minerals and vitamins. I like doing this for my dears. It’s a way to give my love, and even if it’s softer and less visible than others, it’s as much forceful.

And I feel so proud of my choice every time I go to the supermarket, because I’m no long a slave of market rules, as I buy what I really need, nothing more.
I’m proud because I feel more like a citizen than a subject, it’s ME who decides what I need, it’s not the market.
I’m not extremist, if I have to go out for dinner I don’t refuse, of course I’m not going to eat meat, but if I eat white rice instead of integral one, nothing is wrong.

I’m saying this, not because I want everybody to be macrobiotic, but because if someone is curious about that, there is an alternative. And to be informed is always a positive thing.
Above you have some links to books and other, where you can find some useful information (in Italian, for now).

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