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martedì 23 novembre 2010

Soyabella, esperimenti culinari e soddisfazioni




Bene, mi sono fatta un regalo di Natale anticipato. Forse dirò un’eresia, ma mi da più soddisfazione comprare cose per la casa che vestiti. In particolare adoro tutto ciò che è un elettrodomestico. L’anno scorso ho finalmente comprato il Bimby, e ad un anno di distanza dico “mai più senza”. È costoso, è vero. Ma quanto ne vale la pena!! Non potrei più farne a meno, lo uso per fare qualsiasi cosa. Però da qualche tempo, data la mia ormai consolidata cucina macrobiotica, ho puntato un attrezzo a dir poco utilissimo per chi non beve latte animale ma vegetale: la Soyabella.
È una macchina per fare il latte di soia, di riso, di avena, di mandorla, di nocciola, e via dicendo. Insomma, i latti vegetali. E di conseguenza tofu e yogurt vegetale. Chi compra abitualmente latte di soia o riso sa bene quanto diavolo costino. Roba da 2,50 € al litro quando va bene. Quindi ho investito 126 euro (lo so, non sono pochi, ma sarà uno di quegli investimenti che verranno ammortizzati in fretta, credo) e mi sono regalata Soyabella. Ho fatto una breve indagine sul web, poi mi sono scocciata di leggere pareri sulle varie marche e mi sono indirizzata verso di lei.
Ora attendo trepidante il suo arrivo.

Detto ciò, passiamo agli esperimenti culinari della settimana. Con immenso orgoglio ho fatto la “panna vegetale” in casa, da aggiungere a sughi, torte salate e così via. A base di farina di riso, acqua e olio. È venuta buona anche se un po’ granulosa, anche perché in un attimo di autarchia ho pure fatto la farina di riso, invece di comprarla, e forse ho tritato troppo poco i chicchi.
Vabbè.
Poi ho rispolverato la mia vecchia yogurtiera. Quando ho scoperto la mia intolleranza ai latticini l’avevo appena comprata (da un paio di mesi), e ho subito pensato di doverla vendere su ebay, cosa che per pigrizia non ho mai fatto, e meno male. Infatti ho prodotto con una certa soddisfazione il mio primo yogurt di soia.
Il procedimento è semplice. Si versa una bustina di fermenti (si trovano in farmacia) o una confezione di yogurt di soia più naturale possibile in un litro di latte di soia a temperatura ambiente. Si mescola bene bene bene, si travasa nei vasetti della yogurtiera, si lascia lì tranquillo per 8-10 ore a seconda dei gusti (più rimane, più si addensa, e più diventa acido!), poi si trasferisce in frigo e poi si aggiusta con ingredienti a scelta: orzo solubile, frutta frullata, malto, cereali, frutta secca, cacao, cocco in scaglie ecc ecc.
Okay, questo è il procedimento. Ora vi do un consiglio. NON fatelo con il latte di soya della Lidl. Quello con la scatola verde e blu, per intenderci. È urendo. Vi verrà uno yogurt acido con retrogusto (nemmeno tanto retro) di fagiolo. Una roba abominevole. Non so se con altre marche viene meglio. Stasera provo con il latte di mandorle.
Confido nel fatto che con Soyabella potrò farmi il latte di soia e poi lo yogurt.

Come si può vedere sono in fase di autoproduzione. Ho sempre odiato cucina e simili, ma da quando ho il Bimby e da quando mangio macrobiotico (e quindi devo fare uno sforzo in più rispetto al solito pasta, mozzarella e prosciutto) mi è scattata la verve culinaria.

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