Sono indecisa se leggere o meno Se niente importa, di J. S. Foer (che mi è piaciuto moltissimo negli altri suoi due libri).

Parla dell’allevamento intensivo industriale negli USA (ma non credo che qui da noi sia poi tanto diverso) e dell’impatto etico e sociale che ha.
Non so altro su questo libro, ma vorrei fare qualche considerazione.
Non so altro su questo libro, ma vorrei fare qualche considerazione.
Io non mangio già carne, non mangio latticini o altri derivati animali. A volte mangio pesce a carne bianca (tipo sogliola, ecc), ma se posso evitare lo faccio volentieri (quindi vorrei evitare di impressionarmi inutilmente leggendo il libro, ma mi piacerebbe essere più informata).
La mia è una scelta fatta per motivi di salute, e per motivi etici. Credo che ci si possa nutrire, e anche bene, anche senza danneggiare noi stessi e gli altri.
La carne dei supermercati mi fa schifo. Mi fa schifo pensare a quanti ormoni e quante schifezze mi ingurgiterei se mangiassi la salsiccia del supermercato.
Seguo un’alimentazione macrobiotica, il più possibile. Questo vuol dire mangiare pasta e riso integrali, cereali (miglio, orzo, farro, …), verdure perlopiù cotte (zucca, cipolle, …), legumi (ceci, fagioli, lenticchie, …), frutta, semi, alghe e dolci macrobiotici.
Credo che qui in Italia sia più difficile seguire questa dieta (chiamiamola così, ma è più uno stile di vita che una dieta) rispetto ad altri paesi. Se si va a mangiare una pizza, o se si mangia in mensa al lavoro, diventa difficile trovare alternative valide. Quasi mai si trova pasta integrale, per non parlare di cereali che non siano riso raffinato.
Qui questo tipo di scelte sembrano ancora più capricci che scelte consapevoli. Se vai a cena da qualcuno e non mangi carne, dai più fastidio che altro. Sembri la ragazzina snob che fa l’idealista.
Non è così. Io mi sono informata, ho ponderato, ho scelto.
E sto bene. Anzi, sto meglio. Ho perso due chili, anche se non era mia intenzione, perché mi sono asciugata. Mi sento più vitale, meno stanca, più stimolata. È pazzesco notare i benefici a livello mentale, ho più chiarezza, più concentrazione, più voglia di fare. Mangio meno, perché quello che mangio al mio corpo basta. So di cosa ho bisogno, so che se sono infreddolita e mangio cibi yang curo il mio corpo e la mia psiche. Mi piace prendermi cura di me e della mia famiglia. Mi piace pensare che se aggiungo un pezzo di alga alla zuppa, mi prendo cura di me e degli ospiti perché do loro sali minerali e vitamine. Mi piace fare queste cose per le persone che amo. È un modo come un altro di dare affetto e cure, molto più discreto e silenzioso, ma altrettanto efficace.
E mi sento orgogliosa della mia scelta ogni volta che vado al supermercato, perché non sono più schiava della logica del consumismo (alimentare, ché sempre donna sono!), perché davvero compro solo quello che mi serve e niente di superfluo.
Una volta non l’avrei mai fatto, una volta pensavo che non ero io a fare la differenza. Ora invece sì. La Nestlè non fallirà certo perché io non compro il Nesquik, ma non mi importa. Sono orgogliosa di sentirmi cittadino e non suddito, di decidere IO cosa è meglio per me e di non farlo decidere alle leggi di mercato.
Non sono estremista, se mi capita una cena fuori non dico di no, non prendo certo una braciola, ma se per una volta mangio pasta normale e non integrale, non casca il mondo.
Tutto questo non per dire che tutti devono diventare macrobiotici, ma che se qualcuno fosse anche solo incuriosito, l’alternativa c’è. E informarsi e conoscere è sempre una bella cosa.
Comunque, lascio qui una serie di libri che possono togliere parecchie curiosità e informare in modo completo.
Una volta non l’avrei mai fatto, una volta pensavo che non ero io a fare la differenza. Ora invece sì. La Nestlè non fallirà certo perché io non compro il Nesquik, ma non mi importa. Sono orgogliosa di sentirmi cittadino e non suddito, di decidere IO cosa è meglio per me e di non farlo decidere alle leggi di mercato.
Non sono estremista, se mi capita una cena fuori non dico di no, non prendo certo una braciola, ma se per una volta mangio pasta normale e non integrale, non casca il mondo.
Tutto questo non per dire che tutti devono diventare macrobiotici, ma che se qualcuno fosse anche solo incuriosito, l’alternativa c’è. E informarsi e conoscere è sempre una bella cosa.
Comunque, lascio qui una serie di libri che possono togliere parecchie curiosità e informare in modo completo.
Letture:
- Macrobiotica: informazioni generali molto accurate, e tante ricette.
- Teany: un libretto leggero molto carino con ricette per cibi, bevande, cosmesi e playlists. Di Moby (e della sua ex compagna con cui ha aperto "Teany").
- Cucinare per il corpo e per lo spirito: una raccolta di ricette divise per tipologia di alimenti.
Blog:
- La Cuoca Petulante: ricette e informazioni utilissime,
*°*°*°*°*°*°*°*°*
I’m thinking about this post since last week. It’s about nutrition.
I’m thinking about reading Eating Animals, by J. S. Foer (I liked him so much in his two books).
It’s about industrial livestock holdings in USA, but I don’t think it’s so different form Europe, and about its ethical and social impact. I already don’t eat meat or other animal products (milk, cheese, eggs…), so I don’t necessary want to be scared about cruel (but true) descriptions of animal conditions and so on, but I’d like to be more conscious about this topic.

As I told, I don’t eat meat. I’m scared about the meat you find in supermarkets, because I don’t know what there’s inside (hormones, and so on). Moreover, there are ethic reasons.
I think it is possible to nourish ourselves without creating damages to ourselves and to others.
I’m into a macrobiotic diet, and that means I eat cereals, integral rice and pasta, vegetables, legumes, fruits, and macrobiotic sweets.
I think here in Italy is much more difficult to be macrobiotic compared to other countries. Products are quite hard to find, and if you go out for dinner it’s hard to find an alternative, it’s impossible to find integral pasta, or cereals different from white rice.
This kind of choices, seems to be a whim, or something trendy and fashion, more than a conscious choice.
It’s not like this. I informed myself, I thought about it, and I chose.
And I’m fine. Well, I’m even better. I lost two kilos, even if it wasn’t my purpose, but I don’t have water retention anymore. I feel more active, more healthy, more peaceful, more concentrated, less confused. I eat less, because what I eat is exactly what I need. I know what my body needs, I know that if I feel cold I have to eat more yang food, I take care of my body and of my mind, as well.
I love to take care of my family, too. I like thinking that if I put a piece of seaweed in the soup, my family will have minerals and vitamins. I like doing this for my dears. It’s a way to give my love, and even if it’s softer and less visible than others, it’s as much forceful.
And I feel so proud of my choice every time I go to the supermarket, because I’m no long a slave of market rules, as I buy what I really need, nothing more.
I’m proud because I feel more like a citizen than a subject, it’s ME who decides what I need, it’s not the market.
I’m not extremist, if I have to go out for dinner I don’t refuse, of course I’m not going to eat meat, but if I eat white rice instead of integral one, nothing is wrong.
I’m saying this, not because I want everybody to be macrobiotic, but because if someone is curious about that, there is an alternative. And to be informed is always a positive thing.
Above you have some links to books and other, where you can find some useful information (in Italian, for now).