venerdì 7 ottobre 2011

Riflettendo.

Mi dispiace tornare con argomenti poco allegri, ma, ecco, in questi giorni due “scomparse” (termine bruttissimo, chiedo scusa) mi hanno colpita. Steve Jobs ed Anna Lisa. Entrambi morti di tumore. Lui lo conosciamo tutti, lei invece era un mito della blogsfera, aveva un blog in cui ha raccontato tutta la sua malattia.
Al di là del dispiacere, dello sconforto, della disperazione e di alcuni luoghi comuni, mi viene solo da dire che finché siamo in tempo, siamo NOI che dobbiamo tutelarci contro questi mali sempre, soprattutto quando i tempi non sono sospetti. Sia chiaro, non sto dicendo che loro non l’abbiano fatto. Anzi. A loro va tutta la mia ammirazione e la mia solidarietà. È un discorso più ampio.
È pieno il mondo di donne che a 35 anni non hanno mai fatto un pap-test, di gente che fuma come un turco senza ritegno e senza pensarci neppure, di gente che ingurgita qualsiasi cosa gli capiti a tiro senza muoversi dal divano.
Mi sembra che ormai la consapevolezza ci sia. Ormai non ci si stupisce più se si muore di tumore. Forse oggi fa più scalpore morire di AIDS rispetto a 15 anni fa.
Quindi non abbiamo scuse. Non possiamo più permetterci di cadere dalle nuvole sulla prevenzione. Non possiamo più fare finta che “tanto a me non succede”. Non si può più dare la colpa solo alla medicina che nel 2011 non ci guarisce.
Siamo anche NOI che dobbiamo usare la consapevolezza. Quei pochi mezzi che ci sono dobbiamo sfruttarli.
Poi non vorrà dire niente, poi magari succede lo stesso, poi, poi , poi.
Però è la differenza tra agire e subire, e non è cosa da poco.
Se non siamo noi stessi a fare PRIMA tutto il possibile per proteggerci, non possiamo poi pretendere che qualcun altro ci salvi la vita.
Io, comunque, lo adoravo.


7 commenti:

Queen B ♛ ha detto...

sottoscrivo ogni parola
che dispiacere in questi giorni

anche io lo adoravo :*

Cupcakes ha detto...

Ecco, la prevenzione è ANCHE uno stile di vita.

Bentornata. E sono felice per tuo papà.

*Lucilla* ha detto...

Sono d'accordo con te al 100%

Alice @ NailsbyAlice ha detto...

mi sento sollevata dopo aver letto che tuo papà sta meglio... Guarda, a volte ho a che fare con persone che mi dicono: "eh ma no, dal medico non ci vado, gli esami non li vado a fare perchè... se poi mi trovano qualcosa??£ :( :( dai caspita...se trovi qualcosa puoi intervenire!

Alessandra ~ Miss Boom Baby ♥ ha detto...

come darti torto? mi sento presa in causa ma non voglio scendere nei particolari. la prevenzione è importantissima a qualsiasi età. lavoro in una società che si occupa anche di assistenza sociale a malati di AIDS e posso dire che non è tanto raro morire di AIDS nel 2011. spesso c'è la voglia di non voler sapere e di voler vivere senza problemi, l'ho fatto anche io...poi finalmente mi sono decisa a fare i controlli e a curarmi. è dura accettare di essere malati ma è meglio lottare che spegnersi senza averci provato.

Federica ha detto...

Quanto hai ragione, bisogna darsi una mossa! Anche se nel mio caso purtroppo è più facile a dirsi che a farsi, ti ringrazio per quello che hai scritto comunque. ;)

Anonimo ha detto...

Mia madre ha avuto un carcinoma mammario e come figlia di malata di cancro ho il 10% in più delle probabilità di ammalarmi anch'io. Ho iniziato a fare controlli all'utero e al seno prima dei 30 anni quando le mie coetanee manco ci pensavano e anzi, quando ne parlavo, mi guardavano con pietà. Inizialmente non avevo nulla a parte cisti al seno, poi un anno fa ho scoperto un piccolo mioma uterino di qualche millimetro e al seno ben 3 fibroadenomi. Non li avrei mai sentiti con l'auto-palpazione, sono emersi solo col controllo ecografico (sì, se avete meno di 40 anni si fa l'ecografia mammaria). Sono andata a farmi vedere dall'oncologo che ha seguito mia madre e che la segue tutt'ora per il post-chemio. Lui mi ha detto che sono cose comuni e di continuare a monitorarmi. Una volta all'anno almeno. So di avere una patologia per la quale rimedio non c'è (o si opera o non si opera e recidiva che è un piacere) ma almeno so. E non avrei mai saputo senza l'esame, perchè l'autopalpazione da sola non basta. Ora, razionalmente so che era opportuno controllarsi. Ma a volte mi chiedo...e se avessi vissuto senza sapere? Forse vivrei meglio, senza l'ansia dei controlli, senza la paura-sempre più concreta- di finire come mia madre? So che queste domande non andrebbero fatte ma se per una malattia ci son gli esami...beh, per la paura e l'ansia non trovo soluzione.

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