Ebbene, ho cambiato lavoro. Forse l’ho detto in qualche post qua e là.
O meglio, mi hanno fatto cambiare lavoro. Stessa azienda, nuova mansione (stesso stipendio eh, che ve lo dico a fare?). Una roba prestigiosisssssima e invidiatisssssssssima cui tutti, tranne me, ambivano. Assistente di direzione. Braccio destro del grande capo. Segretaria d’alto profilo.
Quindi sono qui, in una cameretta da sola. Ai piedi dei quattro gradini che mi separano dal Presidente. Nella banlieu dell’Olimpo.
Che dire? Soddisfatta? Insomma. Terrorizzata? Tanto. Ansiosa? Tantissimo (trangugio Rescue Remedy come fosse acqua).
Tra tutto il resto (che non sto ad elencare, altrimenti non finisco più) mi scombussola anche il fatto che ho dovuto abbandonare il mio look tradizionale, che consisteva principalmente in: jeans, felpa. E All Star, o Dr.Materns, o Birkenstock a seconda della stagione. Ecco, non voglio rinunciare agli Ugg, tanto per dirne una. Però non posso nemmeno venire a lavorare come una Paris Hilton ubriaca appena uscita da un festino di coca e rhum.
Tra tutto il resto (che non sto ad elencare, altrimenti non finisco più) mi scombussola anche il fatto che ho dovuto abbandonare il mio look tradizionale, che consisteva principalmente in: jeans, felpa. E All Star, o Dr.Materns, o Birkenstock a seconda della stagione. Ecco, non voglio rinunciare agli Ugg, tanto per dirne una. Però non posso nemmeno venire a lavorare come una Paris Hilton ubriaca appena uscita da un festino di coca e rhum.
Insomma, dopo una corsa da H&M in cui ho comprato una maglia (UNA!) lunga in lana, sono arenata. E non me la sento di prendere spunto da bionde fèscion aicon slavatine che a malapena e sgraziatamente stanno in piedi, primo perché col cavolo che mi brucio un mese di stipendio in mezza borsa, secondo perché, obiettivamente, se mi vestissi come si vestono loro tutto darei fuorchè impressione di eleganza e affidabilità. Sembrerei una battona in pausa pranzo.
Ma certa gente un lavoro non ce l’ha? No, vero?
Polemiche a parte, come faccio? Non sono capace a vestirmi “elegante” senza sembrare a un matrimonio. Mi piacciono le cose calde e comode. E che mi fanno sentire a mio agio. Tacchi, no grazie. Camicie, no grazie. Perché poi devo stirarmele. Insomma, ho bisogno di consigli di cose pratiche e comode e abbinabili tra loro. E anche piuttosto cheap. E anche facili da stirare dai. Esageriamo.
Polemiche a parte, come faccio? Non sono capace a vestirmi “elegante” senza sembrare a un matrimonio. Mi piacciono le cose calde e comode. E che mi fanno sentire a mio agio. Tacchi, no grazie. Camicie, no grazie. Perché poi devo stirarmele. Insomma, ho bisogno di consigli di cose pratiche e comode e abbinabili tra loro. E anche piuttosto cheap. E anche facili da stirare dai. Esageriamo.
Quindi care le mie lettrici trendy (perché lo so che ci siete, non nascondetevi!), fate un gesto umano e adottate una felpa-dipendente per trasformarla in qualcosa di vagamente presentabile. Ve ne sarò eternamente grata, magari vi ringrazierò sentitamente con un lussuosissimo giveaway.
Vi ringrazio sin d’ora per i consigli, e vi lascio con un’immagine di repertorio della bellissima e ossigenatissima madama Butterfly-orecchia al vento.